Monica De Luca nasce a Cecina, in provincia di Livorno, il12 febbraio 1982. Inizia come chitarrista flamenca, non intraprende studi di chitarra classica. Allieva del maestro Juan Lorenzo attualmente studia all’Istituto di alta formazione musicale G.Briccialdi di Terni. Suona nel trio gitanas flamenas insieme ad Angela Centola e Ruby Epifania Vargas, primo trio al femminile nella storia del flamenco.Accompagna al baile la nota bailaora granadina”La Yaque”allieva del famoso Manolete. Nel 2015 Si classifica al secondo posto al concorso nazionale di chitarra flamenca dalla natura al suono in Civitella Alfedena Abruzzo per la categoria studenti e nel luglio dello stesso anno vince il primo premio con menzione al concorso internazionale di chitarra flamenca al Guitar festival di fiuggi Cat. M studenti.

20/Ago/2015

INTERVISTA A PEDRO CANO

PEDRO CANO, L’ARTISTA CHE DIPINGE LA LUCE

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La luce intesa in senso lato; come aria che sfiora ogni singola opera del Maestro lasciandola immobile nella sua bellezza, eppure scuotendola di movimento…

La luce “ filtrata “ plana sui suoi quadri come spirito divino, supremo. Lui è semplicemente Pedro Cano, uno dei massimi pittori viventi. Le sue non sono opere d’arte, sono la Natura stessa che prende forma, e ultraterrena è la mano che lo guida. Egli sa infondere ai suoi quadri la perfezione assoluta del bagliore delicato ed impercettibile che “tocca” i suoi disegni e li rende eterni. Gli invio alcune domande e le risposte mi giungono scritte a mano, nella sua grafia elegante e decisa, e vedere l’uso della penna , da lui, mi rende estremamente felice.

D1) Maestro, da Blanca, suo paese d’origine, al mondo intero, cosa chiede Pedro Cano allo stesso mondo che stima così profondamente le sue opere?

R1) “Blanca è il mio punto di riferimento e vorrei raccomandare ai giovani di essere molto fieri delle proprie origini, l’unica fonte di vita che portiamo e che è sempre legata alla nostra identità”.

D2) La luce che pervade i suoi dipinti, che siano olio, acquerello…Ogni pittore ha il suo rapporto personale con la luce. Qual è il suo?

R2)” La luce è vita, non solo fonte di energia e calore. Essere nato nel sud della Spagna mi ha segnato per sempre. Nel mio lavoro è stata la luce , la protagonista di tutte le mie opere”.

D3) Mostre in tutto il mondo. Esposizioni prestigiose. Esperienze e commistioni con diversi Paesi, che contaminazione le hanno dato a tutt’oggi?

R3) “ Viaggiare per lavoro o per piacere mi ha fatto conoscere luoghi culture e stili di vita diversi. Il viaggio è la più importante università. Ma non possiamo mai dimenticare da dove siamo partiti”.

Grazie Maestro, alla prossima immersione nella pittura e …nella Luce.

Emanuela Guttoriello EGHH

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Sono un tutor DSA e studio i segni e l’origine delle parole, non solo in lingua italiana.

La rappresentazione grafica di tutto è sempre stata la mia maggiore curiosità.

Voglio continuare a studiare semioticamente tutto ciò che può essere d’aiuto a me e agli altri DSA, in forma più o meno lieve.

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Il concorso letterario con proroghe causa Covid

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Riflessioni su…

Già l’idea di “dispensare” rischia di fornire, da sola, una visione del limite e/o della limitazione. Davanti a esse il DSA può sentirsi privato di qualcosa di apparentemente impercettibile, può sentirsi frustrato, e la frustrazione ingenera un meccanismo di causa/effetto che porta inevitabilmente a ripercussioni in ogni settore della vita. Onde evitare disastri futuri o quantomeno prevenirli, monitorarli e cercare di arginarli nel nostro piccolo, noi tutor, insegnanti, professionisti del settore, specialisti dobbiamo incentivare e motivare lo studente con ogni mezzo a nostra disposizione. È di fondamentale importanza l’inclusione dell’utente con DSA, che sia o non sia dichiaratamente in comorbilità. La riduzione del filtro affettivo (e quindi aumento dell’autostima) è preponderante e in virtù della sua posizione dominante si rende necessario un trattamento pari agli altri studenti, in questo caso nel metodo inverso: sarà lo studente normalmente scolarizzato a rallentare i propri ritmi. Questo naturalmente potrà mettere in discussione l’ingranaggio dedicato ossia il programma scolastico, ma a tutt’oggi non si è ancora applicato questo metodo sperimentale, mentre sono in aumento i disagi personali, le diagnosi DSA e tutte le problematiche a esse correlate.

                                                                             Emanuela Guttoriello

                                                                             Docente e Tutor DSA

Dirigo un’associazione culturale improntata su un progetto antibullismo nato nel 2014, con annesso, dal 2019, un concorso letterario per le scuole, atto a monitorare il bullismo attraverso l’arte.

Tutti i miei progetti sono depositati presso lo Studio Legale Marsili Feliciangeli e su Patamu, per la tutela nel mondo, diritti di traduzione inclusi.

Nei link seguente trovate tutte le info

https://www.facebook.com/dislessiaamica

https://www.facebook.com/hidalgoitaliahpc

Che cos’è il Surrealismo, se non la più alta espressione della realtà? Se poi gli occhi di chi la guarda e la trasforma appartengono a Salvador Dalí, il risultato prende corpo e sostanzae ci trascina nel vortice delle sensazioni oniriche di questo grande artista catalano, attraverso il passaggio  dal mondo nascosto alla realtà, in una sorta di transumanza architettonica. In mostra a Palazzo delle Papesse a Siena  ̶̶   location rinascimentale appartenuta alla famiglia Piccolomini e dedicata alle sorelle dell’allora Pontefice   ̶̶  un viaggio nell’immaginario onirico daliniano  che vede esposte alcune delle sue potenti sculture dedicate alla Scienza, tra le più significative del grande artista ispirato da Newton e da Galileo Galilei, che passò un breve periodo proprio a Siena dopo il processo fiorentino.

Dalí ci sorprende ancora una volta, attraverso lo studio delle forme e la loro abdicazione con gli orologi fluidi, a conferma della instabilità del tempo; elefanti improbabili con zampe lunghissime e sottili, quasi a distaccarsi dalla pesantezza tipica del pachiderma e dell’essere umano in una elevazione celeste.

Sensazionale l’uso dell’anamorfosi in alcune opere di chiaro richiamo sessuale, con l’uso della componente fallica quasi immancabile; la venerazione delle muse  nell’Omaggio a Tersicore, con il movimento coreutico sempre elevato al cielo, al divino.

Il dualismo nel Cavallo sellato dal tempo, le cui zampe posteriori sono saldamente ancorate alla terra mentre le anteriori si muovono nell’aria, con il muso proteso in avanti, donando movimento e grazia all’intera scultura. E ancora quadri, oggetti di design e gioielli, un omaggio a Lewis Carroll e alla sua Alice nel paese delle meraviglie, con uno studio specifico sulla matematica, oltre che mille sorprese provenienti da una unica fonte: Salvador Dalí. Attraverso i suoi lavori immortali, in qualche modo egli ancora cammina per le sale del palazzo, mentre sul muro possiamo vedere proiettata l’ombra di Galileo.

Concludo sottolineando la genialità conosciuta che si palesa osservando meglio il lato analitico di questo soprannaturale artista che in poche mosse ha saputo svelare l’inconsistenza dell’uomo, portandomi alla riflessione che segue:

“una visione più rarefatta del sé attuale potrebbe ridurre l’impatto ‘ioista’ dell’essere umano”.

Ricordiamolo, tempus fugit, perché il tempo è fluido, Dalí docet.

In mostra fino al 30 settembre 2021. Palazzo delle Papesse a Siena.

EGHH

Acabo de enterarme de la gran perdida del Poeta Omar Lara, ya que lo conocí a través de las redes sociales y me encargó de traducir con gusto algunas de sus obras.

Lo entrevisté durante el lanzamiento del libro entre los dos paises y siempre me gustó “hablar” con él durante estos ultimos años por correo, intercambiando opiniones, sentimientos, amor para la poesía, la escritura, la vida.

Siempre recordaré lo mucho che Usted hizo para mi trabajo y para mi corazón.

Hasta pronto, mi querido Maestro.

Con cariño

Emanuela Guttoriello – Hidalgo Hermanos

 

El sonido limpio y claro de su guitarra grabando a J.S.Bach.

Él es el Maestro José Fernández Bardesio, músico uruguayo radicado en Alemania. Ganador de muchos premios de nivel mundial, hace numerosas grabaciones y masterclasses también. Su sentido del sonido nos llama atrás en el tiempo, y nos lleva en un vuelo de cuerdas en el aire. Lo confieso: nunca he amado Bach para guitarra, siempre me ha parecido algo reducido respecto a su música, la que nos encanta con la coralidad que lo caracteriza, y las seis cuerdas impiden el efecto. Pero el Maestro Bardesio me encantó, así que pues, gracias a él se ha cambiado un poco mi opinión sobre la ejecución de Bach para guitarra (siempre amaré Bach, es mi favorito, claro).

También hay mucho que escuchar en You Tube, de este músico tan encantador, por su técnica, su estilo, su elegancia detrás de la guitarra.

¡Bravo!

EGHH

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Saragozza è stata una scoperta continua, l’ho camminata e vissuta come se abitassi lì da sempre.

Scorci di storia che trasudano dalle strade e dai vicoli del quartiere vecchio, la strepitosa basilica di Santa Maria del Pilar, una delle più maestose che abbia mai visto (e di recente ne ho visitate parecchie), che nel suo interno conserva ancora due ordigni  inesplosi durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

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Passeggiare per le stradine abbandonate a se stesse, e dove il tempo sembra essersi fermato, scoprire oggetti di uso comune “datati” e respirare un’aria accogliente e familiare, aria di casa. Da visitare assolutamente il casco viejo, i suoi negozi di souvenir, la via principale per lo shopping, e per la cultura solo l’imbarazzo della scelta, i biglietti a bassissimo prezzo lasciano stupefatti. Il museo SEO, l’esposizione degli arazzi meravigliosi (il più grande misura 10mt x 6mt), il museo dedicato a Goya, il patio della Infanta, gioiellino incastonato nella piazza centrale nella sede della Ibercaja, la banca nazionale spagnola.

Imperdibile il Castello dell’Aljaferia, ricordo di otto secoli di dominazione araba in Spagna: un tuffo in una cultura nobile che lascia senza fiato per la squisita architettura. Ovunque, un gran senso di pace.

Non da ultimo, il cibo: in Spagna si mangia benissimo, e a Saragozza nello specifico ci sono, nel Casco Viejo, alcuni ristoranti a prezzo fisso su modello “All you can eat”,  con un buffet infinito (personalmente ho gradito moltissimo la fontana di cioccolato fuso).

Un pensiero speciale va al premio internazionale di letteratura UNIR, che si è tenuto nel salone adiacente al Patio de la Infanta, nella sede della Ibercaja, la banca della penisola Iberica, premio che mi ha vista tra i finalisti con il racconto “Lo que nos falta”.

EGHH

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Talento e capacità di sintesi, analisi profonda dei personaggi che schizzano fuori dalle pagine. Anche le figure marginali, a volte, sembrano rubare la scena ai protagonisti. Un esempio, “La bambina della pioggia”(Delos Digital): fino all’ultima pagina davanti a me danzava lei, Aida, e il racconto scorreva veloce verso l’epilogo, senza ostacoli, grazie alla narrazione agile di Diego Di Dio, giovane rivelazione noir, pluripremiato autore di Fore Morra (Fanucci 2017) al quale ho posto tre domande e…

  1. Scrivere è un mestiere bellissimo che esula dalla fama, dalla vetrina del successo: è la parte più bella di noi che si esterna, che viene fissata su fogli che sanno di eternità. Lo scrittore al giorno d’oggi, nella situazione in cui pochi leggono e molti scrivono.

Hai detto bene. Non ho mai concepito la scrittura come un mezzo per conseguire un successo, economico o di altra natura. Ho scritto sempre, sin da bambino. Scrivere mi fa stare bene, mi mette in pace con il mondo. Se poi quello che scrivi piace, tanto meglio. Se ti pagano per farlo, ancora meglio; ma non dev’essere quello il motore della scrittura. Sai, spesso ho sentito dire che oggi tutti scrivono e pochi leggono; forse è vero, consultando i dati, ma per me resta assurdo: uno scrittore, prima di essere tale, dovrebbe essere un lettore. È l’amore per la letteratura che dovrebbe muovere la passione per la scrittura, quindi non capisco come si possa aspirare a scrivere senza leggere molto.

  1. Un romanzo è un lungo racconto. Un racconto è una lunga poesia: a prescindere dalla struttura, quanto c’è di vero in questa affermazione, secondo te?

Francamente? Niente. Un romanzo non è il fratello maggiore del racconto, così come il racconto non è il fratello minore del romanzo né maggiore della poesia. Come ci insegna la storia della letteratura (King, Carver ecc.) romanzo, racconto e poesia sono tre linguaggi diversi, tre forme d’arte differenti.

  1. Ti immedesimi nelle donne, usi la prima persona, scrivi vari generi. Un terreno che non hai ancora calpestato e che ti piacerebbe?

Mi piacerebbe sceneggiare fumetti. Sai, ho studiato un po’ il fumetto, e da sempre ne sono un accanito lettore – a parte i supereroi della Marvel e della Dc, leggo spesso i fumetti della Bonelli, come Dylan Dog, Brendon, Julia ecc. Mi piacerebbe esordire con un graphic novel scritto da me, e disegnato da un professionista che abbia uno stile grafico compatibile con le mie storie.

 

EGHH